E' necessario rilanciare una lotta consapevole e cosciente vero il precariato e la condizione di instabilità che il mondo del lavoro ha assunto in questi anni con un arretramento delle condizioni lavorative non solo di chi non ha un contratto ma anche di tutti coloro che sono ancora garantiti ma si vedono togliere interi pezzi di libertà, diritti acquisiti e sotegno in nome di una distorta visione dei doveri e della produttività.
Non si deve scadere nell'errore di una lotta tra poveri ma la battaglia va portata direttamente verso chi ha in mano le leve del potere e dell'azione impositiva annullando la vecchia concezione che alla flessibilità corrisponde maggiore occupazione e sviluppo sociale...in realtà si produce solo sfruttamento e disoccupazione e questa dimensione è ormai sotto gli occhi di tutti.
A questo occorre contrapporre un programma che abbia al centro l'essere umano e i suoi bisongi, ponendo particolare attenzione all'esigenza di un'abitazione, di una tutela sanitaria all'avanguardia, di un ambiente salubre, di infrastrutture e trasporti degni di questo nome, di difesa dei diritti in quanto consumatore, di apertura di nuovi profili di credito per avviare attività.
E' ovvio che tutto questo si può realizzare solo unendo le forze e impegnandosi in un progetto condiviso che superi gli interessi di parte, gli interessi di bottega e vada a colmare quel vuoto di democrazia e di socialità che uno dei drammi della nostra realtà.
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